Federer, tre set e un nuovo sponsor per iniziare Wimbledon. Coric e Dimitrov salutano subito

FEDERER DEBUTTA… CON UNIQLO –  “La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio”. Forse è in questa massima di Franz Kafka che si cela il segreto di Roger Federer. Quest’uomo gioca il torneo dei tornei dal secolo scorso, sembra in grado di farlo per sempre e di bellezza ne ha regalata tanta alle nostre incredule pupille. Non usa la subbia di Michelangelo o il pennello di Leonardo ma diamine, un capolavoro è pur sempre un capolavoro! E poco importa se non si tratta di marmo e tela e colori, creazioni come queste – 123 – non possono essere dimenticate. Oggi, 2 luglio 2018, a vent’anni dal primo pic-nic su quest’erba, il re varca per l’ennesima volta la soglia del Centre Court da detentore e batte velocemente il serbo Dusan Lajovic (58 ATP), già incontrato al secondo turno nel corso della cavalcata vincente 2017. Nulla cambia per lui, eccetto il nuovo sponsorL’inciampo di Halle contro Coric sembra aver incattivito Federer, che nel primo set accelera subito in modo impetuoso per il 4-1 pesante. Lajovic non può opporsi e in una manciata di minuti sbatte contro un 6-1 senza appello, sancito e nobilitato da un cross rovescio passante di puro polso seguito da un dritto vincente.

A Londra fa molto caldo in questi giorni e ad una certa età non sprecare sali minerali è molto importante, quindi lo svizzero tiene alta la tensione e in un lampo indirizza anche il secondo parziale volando sul 3-0. Lajovic sembra incapace di difendere la sua battuta e quando ci riesce ai più appare un caso o magnanima concessione. Roger corre troppo per l’avversario, non attende mai e prende sempre il comando dello scambio al primo colpo, battuta o risposta che sia. Fra continui attacchi in controbalzo, cross angolati che rimbalzano un metro dentro la linea del servizio e aces di seconda, sul serbo si scatena un uragano a ciel sereno. E lui non ha l’ombrello. L’ora di gioco è ancora di là da venire quando Federer chiude il secondo set con un generoso 6-3 d’abbrivio e brekka subito nel terzo. Il resto è attesa per la stretta di mano, anche perché la giovane promessa svizzera qui non perde un set da due anni. Prossimo turno contro il vincente di Lacko-Bonzi. Gioca finché vuoi caro Roger e non sentirti in dovere di accumulare vittorie. L’ispirazione non ha età e dopo tutto quel che hai regalato a piene mani ci basterà solo vedere alcune delle tue rasoiate di rovescio o qualche divina demivolée per essere felici. Il tennis è anche eleganza e armonia, quando smetterai sarà difficile trovarne.

CILIC E QUERREY SENZA PATEMI Giornata tranquilla per la testa di serie numero 3 Marin Cilic, che si sbarazza in “straight sets” del giapponese Yoshihito Nishioka. Troppa la differenza tecnica e troppo poco abituato al gioco sull’erba il tennista nipponico per poter impensierire il finalista dello scorso anno, che quest’anno arriva in grande fiducia grazie al recente successo al Queen’s. Ventuno aces e nessuna palla break concessa sono un buon biglietto da visita. Altrettanto agevole il debutto per Sam Querrey, numero 11 del seeding – capace di arrivare in semifinale lo scorso anno estromettendo ai quarti di finale Andy Murray – che affronta l’australiano Jordan Thompson. Nei primi punti del match pare che il tennista aussie possa tenere botta, ma a Sam basta centrare un pochino il servizio per rimettere la partita sui binari dell’ordinarietà. Per lui qualche aces in meno rispetto a Cilic (“solo” 15) e nessuna palla break concessa al suo avversario. Esordio sulla carta non semplicissimo per un’altra testa di serie, la numero 17 Lucas Pouille, che si trovava di fronte uno dei giocatori più in forma del momento, quel Denis Kudla fresco di semifinale ad Halle, dove si è inchinato a Sua Maestà Federer solo al termine di due set molto equilibrati. La partenza del francese è tranquilla: si avvantaggia vincendo le prime due partite, poi arriva la reazione di Kudla che costringe Pouille a prolungare la permanenza in campo vincendo la terza frazione e cominciando di gran carriera il quarto set. Pouille però non si scoraggia, annulla due palle break nel primo gioco e strappa il servizio allo statunitense nel game successivo, chiudendo poi il set sul 6-3.

CORIC KO – La prima sorpresa del primo giorno del torneo di Wimbledon è nel secondo match sul Campo 12, dove Daniil Medvedev rifila un secco tre set a zero Borna Coric e vince la sua terza partita in carriera in uno Slam. Il match, durato realmente soltanto un set a causa di un infortunio alla caviglia sinistra accorso al croato, è stato ottimamente giocato dal russo vincitore quest’anno a Sydney, che ancora una volta ha mostrato che i suoi problemi sono relativi alla continuità e non alla tecnica. Nulla da fare dunque per il giustiziere ad Halle di Federer che dopo un ottimo primo set (buttato al vento nel tie break con qualche serve&volley giocato alla carlona), si è dovuto piegare al russo a causa, come detto, di un problema alla caviglia sinistra. Dal canto suo, il ventiduenne moscovita ha mostrato ottime doti erbivore, attaccando non di rado la rete e colpendo benissimo con i piedi sulla riga di fondo con entrambi i fondamentali. L’eliminazione della testa di serie numero 16 da una grande possibilità a Medvedev (che al secondo turno troverà Garcia-Lopez) ma che deve anche servigli da lezione: oggi ha sì portato a casa l’88% di punti con la prima palla, ma ha servito appena il 46% di prime, un dato statistico che potrebbe rivelarsi insufficiente già nel prossimo match.

GRIGOR, MALE MALE – A un tonfo che stupisce solo fino a un certo punto ne segue uno che invece dovrebbe preoccupare  – e non poco – Grigor Dimitrov. Il bulgaro è riuscito, con rara miopia tattica e una misera opposizione caratteriale, a resuscitare uno Stan Wawrinka che sembrava sepolto sotto una coltre di movimenti pesanti ed esecuzioni macchinose. Una sensazione che il primo set, vinto comodamente (6-1) da Dimitrov, non ha potuto che confermare: al bulgaro è stato sufficiente tenere lo scambio, giocando il rovescio quasi esclusivamente in back, per far emergere tutti i limiti dell’attuale Wawrinka. Forse ingannato dall’andamento di un incontro che sembrava incanalato, Dimitrov si è defilato dai turni di risposta, lasciando allo svizzero modo e maniera di riprendere fiducia con il colpo di inizio gioco. Questo ha rinvigorito lo svizzero anche negli altri settori del gioco, a partire dalla risposta, permettendogli di giocare alla pari. Con una palla vicina al corpo e ad altezza consona Wawrinka rimane un giocatore temibile, e probabilmente con quel braccio lo sarebbe anche tra vent’anni.

Una banale evidenza tattica che Dimitrov sembra non aver riscontrato, e una volta regalata un po’ di fiducia al tre volte campione Slam, giocatore di cui si può dire tutto tranne che pecchi di orgoglio, la partita per il bulgaro si è terribilmente complicata. Wawrinka si è aggiudicato il tie-break del secondo parziale e si è ripetuto nel set successivo, nel quale pure Dimitrov era stato avanti 2-0 e poi 5-2, dando la sensazione che il secondo set potesse essere derubricato a incidente di percorso. E invece no; nonostante due set point falliti sul 6-5 il bulgaro si è ritrovato sotto di un set, intristito dalla sua incapacità di aprirsi il campo e muovere il suo avversario. Si poteva in quel momento ricordare che Dimitrov aveva già vinto due partite molto complicate nei Major di questa stagione, a Melbourne contro McDonald e a Parigi contro il poco più temibile Donaldson, durante la quale si era trovato come in questa occasione sotto due set a uno. Alla miopia tattica e all’orgoglio ormai montante di Wawrinka – capace adesso di grandi esecuzioni con il vecchio mirabile rovescio – si è però sommata la paura di Dimitrov, e nel decimo game una certa serie di sciagurate esecuzioni. 

Il quarto set è infatti filato senza break né grossi sussulti, ma quando il vincitore delle ultime Finals (a vederlo così si stenta a crederci, ma tant’è) è andato a servire per rimanere nel match ci ha fatto vedere il peggio. Un dritto fallito a campo aperto, una stecca con lo stesso colpo e uno sciatto rovescio a metà rete hanno portato Wawrinka a un punto dalla vittoria, che qui ai Championships gli mancava dal 2016. Lo svizzero ha definitivamente obbligato Dimitrov a prenotare il volo di ritorno con un insidioso passante di rovescio, mal gestito a rete da Grigor. Male, malissimo Grigor, uno che su questi prati ha persino fatto una semifinale. La sua involuzione non è più trascurabile.

hanno collaborato Raffaello Esposito, Andrea Franchino e Manuel Dicorato

(in aggiornamento)

Risultati:

[1] R. Federer b. D. Lajovic 6-1 6-3 6-4
S. Wawrinka b. [6] G. Dimitrov 1-6 7-6(3) 7-6(4) 6-4
[13] M. Raonic b. [WC] L. Broady 7-5 6-0 6-1
[3] M. Cilic b. Y. Nishioka 6-1 6-4 6-4
G. Monfils vs [23] R. Gasquet 7-6(8) 7-5 6-4
[11] S. Querrey b. J. Thompson 6-2 6-4 6-3
[9] J. Isner b. [Q] Y. Maden 6-2 7-6(4) 7-5
D. Medvedev b. [16] B. Coric 7-6(2) 6-2 6-2
[8] K. Anderson b. [Q] N. Gombos 6-3 6-4 6-4
[17] L. Pouille b. [WC] D. Kudla 6-3 6-3 2-6 6-3
[31] S. Tsitsipas b. [Q] G. Barrere 6-3 6-4 6-7(3) 7-5
G. Garcia-Lopez b. G. Elias 6-2 6-4 6-2
J. Donaldson b. M. Jaziri 7-6(5) 6-3 6-1
[Q] D. Novak b. [LL] P. Polansky 6-2 6-3 7-6(7)
A. Seppi b. [Q] J.P. Smith 6-2 6-4 6-1
J. Millman b. [Q] S. Travaglia 6-7(8) 6-3 7-5 6-2
G. Muller b. [LL] M. Mmoh 7-5 4-6 7-6(7) 3-6 6-1
R. Harrison b. R. Carballes Baena 6-1 6-4 6-2
[Q] T. Fabbiano b. Y. Bhambri 2-6 6-3 6-3 6-2
R. Albot vs [20] P. Carreno Busta
[WC] S. Stakhovsky b. J. Sousa 6-3 6-3 5-7 1-6 6-4
L. Lacko vs [Q] B. Bonzi
G. Pella b. [Q] J. Kubler 6-4 7-5 4-6 7-6(3)
L. Djere vs P. Lorenzi
J.L. Struff b. [32] L. Mayer 3-6 6-7(5) 7-6(5) 7-6(5) 6-1
Ni. Jarry b. [28] F. Krajinovic 6-3 3-6 7-6(5) 6-4
S. Johnson vs [Q] R. Bemelmans
[26] P. Kohlschreiber b. E. Donskoy 6-2 6-4 7-5
M. McDonald b. R. Berankis 4-6 7-6(6) 6-3 7-6(6)
I. Karlovic b. M. Youzhny 4-6 7-5 7-6(5) 6-3
[22] A. Mannarino b. [Q] C. Garin 6-3 1-6 7-6(4) 6-2
A. Bedene vs C. Norrie

Il tabellone maschile