QUELLE INSPIEGABILI (O PERVERSE) ASSENZE

La Nazionale di Fed Cup ha scritto un’altra pagina della sua ormai leggendaria epopea (ad aprile punterà alla terza finale mondiale in quattro anni: una striscia di trionfi con pochissimi precedenti nell’intero panorama dello sport azzurro) ma a viverla sul posto per raccontarla agli italiani c’erano soltanto due dei tre quotidiani sportivi italiani. Mancava il terzo, così come mancavano gli inviati dei grandi giornali d’informazione.
Questo ostracismo mediatico è per certi aspetti perverso e per altri inspiegabile. Perverso, perché alcune latitanze, ripetendosi, non possono certo essere casuali. Inspiegabile, perché a me che faccio il giornalista sportivo da quarant’anni appare francamente incomprensibile come si possa non pubblicare neppure una riga su un quarto di finale di un campionato del mondo di una disciplina universalmente praticata e allo stesso tempo dedicare un’intera pagina a una nazionale che non solo pratica una disciplina conosciuta in non più di una quindicina di paesi, ma oltretutto vince una partita ogni morte di Papa.
Che devono fare, Flavia, Francesca e tutte le altre nostre formidabili ragazze, perché la loro classe, il loro cuore e il loro attaccamento alla maglia azzurra trovino il giusto spazio sui giornali? Forse ribellarsi alle convocazioni e sputare sulla FIT, come certi colleghi maschi? Scommettiamo che a marzo, quando l’Italia debutterà nella “Serie B” di Coppa Davis, gli assenti di ieri, che stanno già facendo la punta alle proprie penne, saranno presenti in massa, pronti a scrivere soltanto del caso-Bolelli?