L’INTERVISTA – UMBERTO RIANNA TRA PRESENTE E FUTURO

Un campano al servizio di Potito Starace, avellinese di Cervinara, comune di oltre diecimila abitanti, il più importante centro irpino della Valle Caudina. Sembra l’inizio di una favola e sicuramente lo è e lo sarà anche in futuro, ma il personaggio in questione da noi intervistato non è il 28enne Potito, bensì il suo coach, Umberto Rianna. Persona squisita e cordiale oltre ad essere, dati alla mano e non solo, uno dei migliori coach italiani in circolazione. In questi giorni Umberto, come detto, è a Napoli a seguire Potito Starace nella “Tennislife Cup”, il challenger con un montepremi di 75mila dollari in corso di svolgimento sui campi dello splendido Green Park Posillipo.

Rianna, lei è riuscito a portare Potito Starace al numero 27 della classifica mondiale. Ci sono margini perchè il suo assistito possa di nuovo avvicinarsi, o magari superare, il suo best ranking?
“Se lui ha la possibilità di tornare a raggiungere quella classifica? Credo proprio di sì, ma in tutta sincerità vi dico che, almeno al momento, non è importante provare a migliorare il ranking attuale, ma bensì convincersi di essere sulla strada giusta per poterlo fare, di fare un buon lavoro. Venticinque, ventiquattro, quaranta o cinquanta del mondo, non conta. Potito deve ritrovare quella forza, soprattutto mentale, che lo ha portato a raggiungere certi livelli”.

Lei vede in lui questa volontà?
“Parlo con lui e mi dice che ha voglia, questa è la cosa più importante”.

Ha preso in consegna da poco il giovane Giacomo Miccini da Recanati, uno dei baby con più talento in Italia. Vogliamo parlare dell’approccio o delle speranze che si nutrono intorno a questo ragazzo?
“Al momento posso dirvi pochissimo di lui, lo alleno da nove giorni. Faremo dei tornei per conoscerci meglio, per valutare ogni singola cosa. La voglia di iniziare a costruire qualcosa di importante c’è, ma ci siamo posti degli obiettivi a medio e lungo termine. E presto, dunque, per fare delle valutazioni”.

Capitan Barazzutti ha giurato sulle qualità della sua squadra di Davis e sul fatto che crescerà e vincerà molto presto. Lei cosa pensa al riguardo?
“Sono d’accordo con lui. Questa è una squadra che ha grandi potenzialità. Se strada facendo ognuno di loro riuscirà a capire l’importanza di una determinata situazione, e parlo ovviamente del discorso Davis, e del prestigio che può dare a loro una manifestazione come questa, credo che c’è la concreta possibilità di formare un gruppo non solo pronto a tornare nel World Group, ma anche a fare qualcosa di più. L’Italia, questa Italia, non è più debole di altre formazioni. Se invece della Svizzera, avessimo pescato nel sorteggio Israele, ora saremo qui a parlare nuovamente di serie ‘A’. Vediamo cosa succederà il prossimo anno. Credo che, una volta superato l’ostacolo Bielorussia, l’Olanda potrà farci capire molte cose. Ma è chiaro che dovremo batterla per parlare, poi, in maniera concreta di possibile ritorno tra i big. E vi dico sin da ora che non sarà facile”.
(segue)

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