Notte Bianca dello Sport, Sora si scopre comunità: «Dietro questa notte c’è il lavoro di una squadra»

Conclusa la nona edizione della manifestazione promossa dalla ASD 03039 Ducato di Sora. Dalle associazioni ai volontari, dagli atleti alla macchina organizzativa: mesi di lavoro dietro una serata che ha portato migliaia di persone nelle strade e nelle piazze della città.

Le luci si sono spente e le piazze sono tornate alla loro quotidianità, ma la IX edizione della Notte Bianca dello Sport di Sora lascia dietro di sé immagini, incontri e soprattutto il ricordo di una città attraversata per alcune ore da migliaia di persone.

A manifestazione conclusa, la ASD 03039 Ducato di Sora, promotrice dell’iniziativa, ha voluto rivolgere un ringraziamento alle numerose persone che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, mettendo al centro soprattutto il lavoro svolto dietro le quinte.

Perché, se la Notte Bianca si concentra nello spazio di poche ore, la macchina organizzativa si mette in moto molti mesi prima. Riunioni, telefonate, sopralluoghi, contatti con associazioni e istituzioni, gestione degli spazi, logistica e imprevisti costituiscono la parte meno visibile di un appuntamento che, arrivato alla nona edizione, è diventato ormai una presenza consolidata nel calendario cittadino.

Da un’idea a un evento per tutta la città

La storia della manifestazione parte da Diego Catenacci, ideatore del format e, fin dalla prima edizione, tra i principali motori dell’iniziativa.

Nel corso degli anni il progetto si è progressivamente ampliato, introducendo nuovi spazi, attività e collaborazioni e coinvolgendo un numero crescente di discipline e realtà sportive.

A trasformare le idee in una struttura organizzativa sono stati Gabriele Di Ruscio, Tonino Lombardozzi, Anna Maria Merini, Francesca La Pietra, Matteo Pullo, Claudia Di Folco, Giulio Gabriele e Luca Rea.

A loro sono stati affidati, nei mesi precedenti all’appuntamento, il coordinamento delle aree e delle attività, i rapporti con le associazioni, l’organizzazione degli incontri, la gestione degli ospiti e numerosi aspetti logistici.

Un lavoro che è proseguito anche durante la serata, quando la capacità di intervenire rapidamente sugli inevitabili imprevisti è diventata parte integrante dell’organizzazione.

L’attenzione dei media

La nona edizione ha ottenuto anche una significativa visibilità mediatica, con servizi e approfondimenti sulla stampa locale e nazionale, sui siti di informazione e sui social network.

Tra gli spazi ottenuti anche un servizio trasmesso dalla TGR Lazio della Rai nell’edizione domenicale del telegiornale regionale.

L’associazione ha quindi rivolto un ringraziamento all’ufficio stampa composto da Gianluca Montebelli, Federico Pasquali e Carlo Monteverde, che ha seguito i rapporti con le redazioni e la comunicazione dell’evento.

Alla costruzione dell’identità visiva della manifestazione ha invece lavorato Graziano Onorio Vozza, grafico, social media manager e videomaker. Grafiche, video e contenuti digitali hanno accompagnato l’iniziativa nelle settimane precedenti, durante la manifestazione e nelle ore successive.

La Crew 03039, il lavoro dietro le quinte

Una parte essenziale della macchina organizzativa è stata rappresentata dalla Crew 03039, il gruppo di volontari impegnato nella gestione operativa della manifestazione.

Ne hanno fatto parte Benedetta Catenacci, Giorgia Tatangelo, Nico Pinna, Federico Farina, Giovanni Esposito, Beatrice Tatangelo, Valentina Nardozi, Silvia Pellegrini, Giada Sementilli, Lara Biedoni, Ginevra Gemmiti, Giulia Mantellino, Asia Gemmiti, Luigi Mosticone, Greta Iarusci, Elisa Piccolo e Benedetta Sardellitti.

Dalla distribuzione dei materiali al supporto nelle diverse aree, fino alla gestione degli imprevisti, la Crew ha accompagnato l’evento nelle sue fasi più intense, lavorando prima dell’arrivo del pubblico e anche dopo la conclusione delle attività.

È proprio questo lavoro, spesso poco visibile, uno degli elementi che gli organizzatori hanno voluto mettere maggiormente in evidenza nel bilancio della nona edizione.

Associazioni e atleti protagonisti

Il cuore della Notte Bianca resta però lo sport. Associazioni, società sportive, federazioni ed enti hanno portato nelle strade e nelle piazze discipline differenti, offrendo al pubblico la possibilità di assistere a dimostrazioni, conoscere nuove attività e, in molti casi, provarle direttamente.

Un’attenzione particolare è stata riservata quest’anno all’Area Inclusiva, uno degli spazi sui quali l’organizzazione ha maggiormente investito.

In questo ambito la ASD 03039 Ducato di Sora ha sottolineato il contributo dell’Associazione Progetti Lucchesi APS di Monte San Giovanni Campano, impegnata nell’organizzazione e nelle attività dell’area.

L’obiettivo era proporre un’idea dello sport come occasione concreta di partecipazione e incontro, capace di coinvolgere le persone senza lasciare nessuno ai margini.

Accanto alle associazioni, i protagonisti sono stati naturalmente gli atleti: dai bambini che muovono i primi passi nelle diverse discipline agli sportivi impegnati ad alto livello. Gare, dimostrazioni, esibizioni e momenti di coinvolgimento del pubblico hanno trasformato le diverse zone della città in altrettanti spazi dedicati allo sport.

Una città riempita dallo sport

Nel bilancio dell’organizzazione trovano spazio anche i ringraziamenti alle istituzioni, agli enti, agli sponsor, ai partner e ai collaboratori che hanno sostenuto la manifestazione. Tra questi vengono citati in particolare Mirko Castellucci e Ambiente e Salute s.r.l.

Ma il risultato che gli organizzatori indicano come più importante non è legato ai numeri della comunicazione o alla visibilità ottenuta.

È l’immagine di Sora piena di persone.

Famiglie nelle strade, bambini impegnati nelle attività sportive, ragazzi nelle piazze, atleti e associazioni capaci di trasformare per una sera gli spazi urbani in luoghi di incontro.

«La gratificazione più grande è stata vedere Sora viva», sottolinea la ASD 03039 Ducato di Sora nel messaggio diffuso al termine della manifestazione.

Un risultato che restituisce anche la dimensione sociale di eventi di questo tipo. Lo sport diventa infatti non soltanto attività agonistica, ma strumento attraverso il quale riappropriarsi degli spazi pubblici e costruire relazioni.

La decima edizione è già una sfida

La nona Notte Bianca dello Sport si chiude quindi con un lungo ringraziamento collettivo: agli organizzatori, ai volontari, alle associazioni, agli atleti, ai partner e soprattutto alle migliaia di persone che hanno scelto di partecipare.

Ma la conclusione della manifestazione apre inevitabilmente un nuovo capitolo.

Dopo nove edizioni, lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento, che porterà la Notte Bianca dello Sport alla significativa soglia della decima edizione.

I dettagli sono ancora da costruire, ma dalla ASD 03039 Ducato di Sora arriva già l’intenzione di alzare ulteriormente l’asticella, immaginando una manifestazione più ampia e ambiziosa.

Ancora una volta, però, il punto di partenza sarà lo stesso che ha permesso all’iniziativa di crescere negli anni: una squadra di persone disposte a lavorare per mesi dietro le quinte.

Perché le luci della nona edizione si sono appena spente, ma il lavoro per la prossima Notte Bianca dello Sport, di fatto, è già cominciato.