Gara 2 è un capolavoro firmato Rodriguez: la Virtus Roma rimonta la Rucker e vola sul 2-0
PalaTiziano Roma 23.05.2026
Se qualcuno pensava che la semifinale playoff tra la Virtus Roma 1960 e la Rucker San Vendemiano fosse una formalità dopo il monologo giallorosso di gara 1, il PalaTiziano ha vissuto quaranta minuti pronti a smentire l’illusione. Finisce 87-74 per la squadra di coach Alessandro Mecacci, un punteggio che regala a Roma il 2-0 nella serie (e tre match point qualificazione), ma che non racconta fino in fondo l’incredibile battaglia di nervi, parziali e orgoglio andata in scena sul parquet capitolino.
Con questo successo, la Virtus si conferma una corazzata invalicabile tra le mura amiche, mantenendo l’imbattibilità casalinga nei playoff (4-0). Dall’altra parte, San Vendemiano esce a testa altissima, consapevole di aver spaventato la favorita e di aver ceduto solo quando il serbatoio delle energie è andato in riserva.
L’avvio shock e la fiammata del PalaTiziano
L’approccio alla partita delle due squadre è l’esatto opposto rispetto a due giorni fa. Coach Campanella chiede ai suoi una reazione d’impatto e la Rucker risponde presente: l’aggressività difensiva dei veneti manda in totale confusione l’attacco romano. Guidata dalle fiammate di un irreale Matteo Picarelli dall’arco, San Vendemiano scappa subito sul 5-9, per poi toccare il massimo vantaggio sul +13 (8-21) a quattro minuti dalla prima sirena. Roma barcolla, accusa il colpo, ma rosicchia qualcosa nel finale di quarto chiudendo sul 21-26.
Nel secondo periodo la Rucker ci riprova. Approfittando di un nuovo calo di concentrazione dei padroni di casa, gli ospiti volano nuovamente sulla doppia cifra di vantaggio: 24-34 dopo tre minuti.
È la scossa che sveglia i leoni giallorossi. Trascinata dalle triple di un chirurgico Ivan Majcunic (11 punti e 5 rimbalzi) nei momenti di massima secca offensiva, la Virtus cambia marcia. La difesa alza l’intensità e l’attacco inizia a girare a memoria: Roma piazza un parziale tramortente di 20-4 (con un sotto-parziale di 9-0) che ribalta completamente l’inerzia del match. All’intervallo lungo il tabellone recita 44-38 per la Virtus.
Equilibrio sul filo del rasoio, poi sale in cattedra l’MVP
Il rientro dagli spogliatoi ripropone il leitmotiv del primo quarto: Roma stacca la spina e la Rucker morde con un parziale di 8-2 che rimette tutto in parità (46-46). Da quel momento la partita diventa un meraviglioso corpo a corpo. Mecacci ritrova l’intensità difensiva dei suoi, sale di colpi un solido Marco Arrigoni (10 punti e 4 rimbalzi) e Roma prova a scappare sul +6 (57-51). La Rucker però è viva e aggrappata con le unghie alla partita, chiudendo il terzo quarto sotto di appena tre lunghezze (62-59).
L’ultimo quarto si apre con la Virtus che tenta la spallata decisiva (67-61). San Vendemiano non molla, guidata dall’orgoglio di Jakob Čebašek (11 punti e tanta lotta sotto i tabelloni) e da una tripla pazzesca da nove metri in caduta di Picarelli che spaventa il PalaTiziano.
Ma a tre minuti dalla fine, sul 71-70, si materializza l’uragano Yancarlos Rodriguez. Il capitano della Virtus decide che è il momento di chiudere i conti: si prende la squadra sulle spalle e infila due triple consecutive di importanza capitale. È il parziale decisivo (25-15 nel quarto). Roma scappa sul +7 (79-72) e controlla magistralmente gli ultimi giri di lancetta fino all’87-74 finale.
Le chiavi del match: la panchina di Roma e il muro difensivo
A fare la vera differenza, oltre alla prestazione monstre di Rodriguez (32 punti con 5/8 da tre, 3 rimbalzi e un clamoroso 8.5 in pagella), è stata la spaventosa profondità del roster di Roma. In una serata nerissima per due violini come Marco Spanghero (0 punti con 0/2 al tiro) e Gianmarco Leggio (0 punti e tanta sofferenza contro i lunghi avversari), coach Mecacci ha pescato oro dalla panchina. Il dato è impietoso: 65 a 24 per la Virtus i punti arrivati dalle seconde linee, dove ha brillato anche l’energia di Marco Barattini (8 punti, 5 rimbalzi e 3 assist).
L’altro fattore è la difesa della seconda metà di gara. Negli ultimi venti minuti, la Virtus ha concesso alla Rucker appena 36 punti, togliendo il fiato ai portatori di palla veneti.
Il futuro della serie
La serie adesso si sposta in Veneto, alla Prealpi SanBiagio Arena. La Rucker è spalle al muro, ma coach Campanella può essere orgoglioso dei suoi: se l’energia e l’atteggiamento saranno quelli visti a Roma, la serie è tutt’altro che chiusa. La Virtus, dal canto suo, ha dimostrato di saper vincere anche soffrendo, mostrando la faccia della squadra coesa che ha un solo, unico grande obiettivo impresso nella mente: la promozione. Gara 3 si preannuncia infuocata.
























































































































































































