Notte magica a San Siro: l’Inter vola in semifinale

Sotto una pioggia sottile, spinta da un vento che sferza i volti, bagna gli abiti e annulla la cognizione del tempo, San Siro si trasforma in un pianeta a sé, un universo nerazzurro pulsante di un’energia inesauribile per minuti che paiono infiniti. Sono gli istanti tra il 58′ e il 61′, quando Lautaro e Pavard ribaltano il Bayern, in 180 secondi che si scolpiranno nella storia di questa gente, di questa squadra, di questi ragazzi. Gli ospiti avevano appena trovato il gol. Tutto era in bilico, dopo l’1-2 dell’andata. E il destino era ancora da scrivere. Così, Lautaro, il capitano, e tutti gli altri, nessuno escluso, dal primo all’ultimo, hanno ancora una volta posto l’Inter al centro: delle fatiche, delle energie da profondere, della travolgente volontà di portare in alto questo Club.

La semifinale contro il Barcellona si concretizza: l’Inter, a distanza di due anni, torna tra le prime quattro della Champions League, e questa volta lo fa eliminando il Bayern Monaco. Forte dell’impresa dell’Allianz Arena ancora viva nel cuore, la squadra di Inzaghi ha offerto un’altra prestazione da antologia. Intensa, compatta, pericolosa. Le due reti del Bayern sono giunte quasi inaspettate, pur all’interno di un confronto aspro e aperto, che i tedeschi hanno tentato in ogni modo di forzare, fino all’assedio finale. Il gol di Kane aveva aperto una piccola fessura, ma la determinazione nerazzurra è stata superiore, alimentata dalla spinta dei tifosi: quei minuti in cui San Siro ha assistito ai gol di Lautaro e Pavard rimarranno impressi nella memoria di tutti i presenti. Il capitano, Lautaro, sigla il 150° gol per l’1-1. Poco dopo Pavard, con uno stacco imperioso, realizza la sua prima rete con la maglia dell’Inter. Quando poi il Bayern si è riportato in parità con il colpo di testa di Dier, si è aperto un finale senza copione. Difesa e sofferenza, ripartenze e lotta. E in quel vento impetuoso, che ha spazzato via anche la pioggia, è rimasto solo il coro unanime di tutto lo stadio: “C’è solo l’Inter“. Non è una semplice partita, ma una scarica di elettricità. Si inizia e tutto vibra, in campo non c’è tregua dal fischio d’inizio. Dietro si combatte, davanti si cerca lo scatto vincente. L’Inter è presente, ma deve vigilare sulle iniziative di Olise. Si procede con le ripartenze, con Thuram che accelera, ma la concentrazione in difesa non può calare: Bastoni è insuperabile quando chiude Olise in area. Non sono ammesse distrazioni, la partita è dura, frenetica, a tratti anche ruvida. L’Inter sfiora il gol con la girata di Acerbi e la mancata deviazione di Thuram, poi con un destro da fuori area di Calhanoglu. Darmian, in difesa, è monumentale nel respingere la conclusione di Muller. Non c’è respiro: si sospira per le azioni offensive non concretizzate e per i salvataggi disperati in difesa. C’è spazio anche per giocate di qualità dei nerazzurri, che portano all’intervallo sullo 0-0.

Il gol di Kane in avvio di ripresa giunge quasi a freddo, sicuramente in modo inatteso, nonostante la consapevolezza di un Bayern inevitabilmente all’attacco. Il destro fulmineo in area non ferisce mortalmente l’Inter. E allora, avanti tutta. Da calcio d’angolo, Lautaro, come spesso accade, è il più rapido: il suo destro è un lampo e in un istante eccolo di nuovo aggrappato a quella vetrata, a quella balaustra che lo accoglie così frequentemente nelle notti di Champions League più importanti. Il condottiero è lì, circondato dalla sua gente. Il suo grido è il grido di tutto il popolo interista. Darmian, un attimo dopo, sfiora il raddoppio: Dier compie un intervento prodigioso respingendo sulla linea. Il Bayern è alle corde, stordito dai colpi dell’Inter. Calcio d’angolo di Calhanoglu, stacco di Pavard. Primo gol con la maglia dell’Inter, gol dell’ex, un’emozione indescrivibile. Estasi infinita: San Siro canta all’unisono, i decibel raggiungono vette altissime, c’è da commuoversi. Ma c’è ancora una partita da giocare.

Il Bayern si lancia all’assalto, rinvigorito anche dai cambi, come quello di Gnabry. Sommer sbarra la porta una volta, poi capitola sullo strano colpo di testa di Dier. Il finale è tesissimo. Gli ultimi cambi, i numerosi contrasti, i palloni allontanati, la stanchezza, il vento. Non è una partita, è epica. Brividi, uno dopo l’altro. Poi San Siro esplode come per un gol quando Sommer blocca il colpo di testa di Muller: è il segnale, il 2-2 è blindato, l’Inter è in semifinale di Champions League.

IL TABELLINO

Marcatore: 52′ Kane (BM), 58′ Lautaro (I), 61′ Pavard (I), 76′ Dier (BM)

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 28 Pavard, 15 Acerbi, 95 Bastoni (31 Bisseck 87′); 36 Darmian, 23 Barella (16 Frattesi 87′), 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco (30 Carlos Augusto 72′); 9 Thuram, 10 Lautaro (99 Taremi 81′). A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 8 Arnautovic, 21 Asllani, 52 Berenbruch, 58 Cocchi, 59 Zalewski. Allenatore: Simone Inzaghi.

BAYERN MONACO (4-2-3-1): 40 Urbig; 27 Laimer (11 Coman 84′), 15 Dier, 3 Kim (22 Guerreiro 65′), 44 Stanisic; 6 Kimmich, 8 Goretzka (45 Pavlovic 84′); 17 Olise, 25 Müller, 10 Sané (7 Gnabry 65′); 9 Kane. A disposizione: 18 Peretz, 48 Klanac, 16 Palhinha, 23 Boey, 24 Vidovic, 41 Kusi-Asare, 46 Karl. Allenatore: Vincent Kompany.

Ammoniti: Kim (BM), Dier (BM), Dimarco (I), Arnautovic (I) Recupero: 2′ – 6′.

Arbitro: Slavko Vinčić (SVN) Assistenti: Tomaž Klančnik, Andraž Kovačič (SVN) Quarto ufficiale: Matej Jug (SVN) VAR: Alen Borošak (SVN) Assistente VAR: Dennis Higler (NED)