Australia, caos quarantena (Bertellino). Topi e poltrone da squat, i giocatori fuori di testa (Mastroluca)

Australia, caos quarantena (Roberto Bertellino, Tuttosport)

Sono partiti gli allenamenti a Melbourne in vista degli Australian Open e degli appuntamenti che li precederanno, ATP Cup su tutti, ma la situazione è a dir poco complicata con 72 giocatori in quarantena obbligata in stanza d’albergo e, pare, quattro nuovi casi di positività emersi di cui tre legati al torneo (due tennisti e una persona loro collegata). Tennis Australia ha detto che due delle quattro positività sarebbero derivanti da cariche virali residue dopo le avvenute guarigioni. Molto critico Roberto Bautista-Agut, uno di quei giocatori non in completo isolamento che può allenarsi per cinque ore al giorno: «E’ come se si stesse in una prigione – ha dichiarato – ma con il wi-fi. Queste persone non hanno idea di cosa sia il tennis, di cosa siano i campi di allenamento. E’ un completo disastro, non l’organizzazione dell’evento, ma il governo locale. Ho lavorato in camera ma non è la stessa cosa. Mi sento stanco e non oso pensare a due settimane così. Devo lavorare molto mentalmente e avere pazienza». Molto arrabbiato e “ingannato” dalla macchina organizzativa si è detto il coach della russa Kudermetova, Serges Demekhin: «Si era sempre esclusa la possibilità che i giocatori e i membri dello staff potessero essere sottoposti ad una quarantena di questo tipo, totale, in caso di positività di qualcuno sull’aereo. Lo abbiamo letto su alcuni opuscoli solo quando siamo arrivati a Melbourne. Se si fosse saputo prima molti giocatori non sarebbero venuti. Molte incongruenze sono state evidenziate anche nell’allestimento dei voli, con l’inserimento di persone che non erano nella bolla con noi ad Abu Dhabi, vedi Belinda Bencic che arrivava da Dubai. Così ha fatto Bianca Andreescu che ad Abu Dhabi era in un hotel diverso dal nostro e faceva normalmente la turista». Per il tedesco Dustin Brown il torneo è stato allestito solo per una questione economica. Invita tutti alla calma e alla moderazione Vika Azarenka, attraverso un messaggio diffuso sui social che ha come tema dominante l’empatia in un momento così difficile.

Topi e poltrone da squat, i giocatori fuori di testa (Alessandro Mastroluca, Corriere dello Sport)

Trappola con topi. La quarantena della kazaka Yulia Putintseva a Melbourne assume contorni fantozziani. Dopo aver filmato un topo in camera, ha infatti ottenuto a fatica di essere spostata in un’altra stanza. Ma ha trovato la stessa indesiderata compagnia, e anche più numerosa. Per questo, non riesce a dormire ma l’albergo è pieno e non possono spostarla di nuovo. L’isolamento ha fatto perdere la pazienza perfino a Roberto Bautista-Agut: «E’ come una prigione, ma con il wi-fi, queste persone non hanno alcuna idea del tennis» ha detto. Poi si è scusato. Quella frase, ha scritto su Instagram, è stata estrapolata a sua insaputa da una conversazione privata e diffusa dai media. C’è anche chi invita giocatori e giocatrici a mostrare un maggiore spirito di adattamento. «La quarantena di due settimane è dura da accettare per tutti, capisco la frustrazione e il crescente senso di ingiustizia. Ma a volte le cose accadono, dobbiamo accettarle, adattarci e andare avanti» ha scritto su Twitter Victoria Azarenka. Secondo il presidente di Tennis Australia, Craig Tiley, la maggior parte dei giocatori avrebbe compreso e sostenuto le misure restrittive per la salute collettiva. Ieri Tiley ha ascoltato le preoccupazioni di 500 giocatori collegati in conferenza. Alcuni hanno proposto di disputare anche gli incontri di singolare maschile al meglio dei tre set, e non dei cinque. Il regime di allenamento non è certo ottimale, né per chi può andare in campo per un massimo cinque ore, né per i 72 atleti chiusi in camera che devono inventarsi metodi alternativi per la preparazione. La britannica Heather Watson, ad esempio, si è dedicata a una sessione di squat reggendo una poltrona sulla testa… Tiley ha rispedito al mittente la proposta, ma ha lasciato intendere che potrebbe rinviare di due o tre giorni l’inizio dei tornei di preparazione che dovrebbero iniziare il 31 gennaio. Riducendo il numero di giocatori in tabellone, si guadagnerebbero due o tre giorni, ha spiegato Tiley, che potrebbero fare una grande differenza.