World Cup Milano 2026: doppia medaglia di specialità per l’Italia
Si chiude tra gli applausi di un Unipol Forum di Milano, esaurito in ogni ordine di posti, la quarta e ultima tappa del circuito di Coppa del Mondo di Ginnastica Ritmica, con un’altra giornata di puro spettacolo sportivo. Dopo il doppio podio conquistato sabato nel concorso generale, con l’argento di Sofia Raffaeli e il bronzo di Tara Dragas, le finali di specialità regalano altre due medaglie agli oltre cinquemila spettatori del palazzetto meneghino: lo splendido oro di Sofia Raffaeli al cerchio e il prestigioso argento di Tara Dragas alla palla. Per la campionessa marchigiana, però, il bilancio va anche oltre il metallo più prezioso: nelle altre tre finali disputate centra, infatti, altrettanti quarti posti, rimanendo sempre in corsa per il podio e confermando una continuità di rendimento che poche ginnaste al mondo possono vantare.
La prima finale della giornata è quella del cerchio e vede subito brillare il Vulcano di Chiaravalle. Sofia interpreta il suo esercizio con eleganza, sicurezza e una qualità tecnica impeccabile, conquistando il gradino più alto del podio con 29.650 punti (D 13.700, A 8.050, E 7.900). Alle sue spalle si piazza l’ucraina Taisiia Onofriichuk, seconda con 29.550, mentre il bronzo va all’uzbeka Takhmina Ikromova con 29.150. Un successo di assoluto prestigio, costruito con una prova praticamente perfetta, sotto gli occhi della sua allenatrice, Amina Zaripova.
Pochi minuti più tardi arriva un’altra soddisfazione per la FGI grazie a Tara Dragas. La ginnasta delle Fiamme Oro conquista uno splendido argento nella finale alla palla con 28.600 punti (D 12.600, A 8.100, E 7.950, P 0.050), cedendo soltanto alla tedesca Darja Varfolomeev, prima con 28.950. Completa il podio la cipriota Vera Tugolukova, bronzo con 28.200, mentre Raffaeli sfiora la seconda medaglia chiudendo con 28.150, appena cinque centesimi alle spalle della terza classificata.
Alle clavette l’agente delle Fiamme Oro, cresciuto alla Ginnastica Fabriano, torna ancora una volta a ridosso del podio. Il suo 29.600 (D 13.600, A 8.000, E 8.000) vale infatti un altro “legno”, alle spalle della tedesca Varfolomeev, ancora d’oro con 31.000, della bulgara Stiliana Nikolova, argento con 30.300, e dell’israeliana Daniela Munits, bronzo con 30.150. Settima posizione, invece, per Dragas con 27.200, penalizzata da alcune imprecisioni che non le consentono di esprimere il proprio enorme potenziale. Lo stesso che la friulana aveva espresso in qualifica con un 29.750, che purtroppo non è riuscita a ripetere.
Anche l’ultima final eight, quella al nastro, conferma la straordinaria regolarità del bronzo di Parigi. Sofia, malgrado un ricorso non accolto che ha tenuto tutti con il fiato sospeso, conclude nuovamente quarta con 28.200 punti (D 12.300, A 8.000, E 7.900), ad appena cinque centesimi dal bronzo dell’uzbeka Takhmina Ikromova (28.250). Il titolo va a Stiliana Nikolova con 28.650, davanti alla russa Arina Kovshova, argento con 28.300. La bulgara riesce così a lasciare il segno dorato nel palmares della Coppa italiana, giunta alla diciassettesima edizione, infilandosi tra Raffaeli e Varfolomeev.
Il bilancio conclusivo della tappa milanese racconta meglio di qualsiasi parola il valore della prestazione della fuoriclasse azzurra, che lo scorso anno si era aggiudicata l’All around, la finale alla palla, con la piazza d’onore alle clavette. Nel 2026 il bottino è meno importante, ma le quattro finali disputate, un oro e tre quarti posti, sempre in lotta per le medaglie fino all’ultimo esercizio e sempre ad un passo dal podio, descrivono bene la volubilità dei risultati, spesso legati a sporadici episodi. Le tre “medaglie di legno” non cancellano, ma anzi esaltano, la solidità mostrata da Sofia Raffaeli, vicecampionessa nel Completo e protagonista assoluta del weekend insieme a Tara Dragas, capace di aggiungere uno splendido argento alla palla al bronzo conquistato nell’all-around.
Sul fronte delle squadre, il progetto italiano continua il suo percorso di crescita. Sotto lo sguardo delle compagne di Desio e delle squadre di Tokyo e Parigi, di Milena Baldassarri, Andreea Stefanescu, Valentina Marino e di tante altre leggende della disciplina, Chiara Badii, Sofia Sicignano, Gaia Pozzi, Bianca Vignozzi, Serena Ottaviani e Sasha Mukhina concludono alle 5 palle con il totale di 23.750, in settima posizione. Sul gradino più alto ci salgono le straordinarie spagnole che con 28.650, mettono in fila il Brasile (27.500) e la Cina (27.250), con le quali avevano diviso il podio assoluto. Nel misto, senza le azzurre, trionfano le cinesi con 28.100, davanti ad una bellissima Germania (27.300), già pronta per i Mondiali casalinghi di Francoforte, a metà agosto, e l’Ucraina, bronzo a quota 26.950.
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(fonte FGI)












































































































