Esercito: Tempo di bilanci per la 71^ edizione dei CaSTA

San Candido (BZ) 23 febbraio 2019 – 22x3x25. Così si riassume la 71^ Edizione dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine. Questi numeri raccontano con la oggettività della matematica l’impegno e lo sforzo di 22 plotoni che per tre giorni con 25 kg del loro equipaggiamento si sono contesi il trofeo Buffa che sancisce, sin dal 1931 il Reparto alpino più preparato.

Persette giorni la Pusteria e il Cadore sono stati teatro di attività militari che sono spaziate all’addestramento montano alla tecnica alpinistica andando a verificare anche le capacità tecnico – tattiche e quelle ad operare in sinergia in situazioni emergenziali. 2000 militari provenienti da 11 nazioni si sono confrontati sulla neve.
Ad augurare “in bocca al lupo” alla partenza il Ministro della Difesa Elisabetta Trenta, dopo sette giorni di competizioni e di attività a San Candido, davanti a centinaia di spettatori, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha chiuso la manifestazione, sottolineandone il valore per ogni singolo militare: “Mi rivolgo
a tutti ma in particolare ai più giovani, a voi che per la prima volta vi siete confrontati con questa splendida realtà dei CaSTA: guardatevi attorno. Vi renderete conto di appartenere alla grande famiglia dell’Esercito, uomini e donne che, come voi, si preparano con assoluta dedizione, ogni singolo
giorno, per affrontare le sfide al meglio delle proprie possibilità”.

E tante sono le sfide che si sono giocate in una settimana di intense attività: sfide tecniche come le pattuglie, il biathlon, e lo sci-alpinismo, senza tralasciare il fondo e lo slalom gigante, ma accanto a questa dimensione tecnica i Campionati sono una verifica dell’addestramento degli alpini. Verifica
che passa dalla gara dei plotoni, una massacrante competizione che testa a fondo, la preparazione tecnica, fisica, ma soprattutto psicologica del personale.
Ad aggiudicarsi il titolo, il 2° reggimento alpini di Cuneo, ma a vincere sono stati tutti i 400 militari che, con caparbietà, hanno portato a termine una gara durissima, quest’anno resa ancor più dura visto il riposo nelle tre giornate in tenda in un accampamento a oltre 1000 mt. di quota, tra le montagne
innevate della Pusteria.

Sono “soldati al quadrato”, gli alpini, secondo il loro comandante, Generale Berto; soldati in grado di resistere in condizioni estreme.
Ma non sono state solo le gare le protagoniste di questa settimana, che ha visto, assieme agli alpini tanti assetti dell’Esercito, operare sul campo assieme alla Croce Rossa Militare, alle Volontarie della Croce Rossa, e alle squadre di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini. Diverse le esercitazioni:
una tecnico-tattica, che ha proposto quanto di meglio l’Esercito è in grado di esprimere in ambiente innevato, e quella di soccorso, che ha testato la capacità di lavorare assieme tra i tanti soggetti che concorrono al soccorso in montagna, sia esso il CNSAS, il Bergrettung, i Vigili del Fuoco o gli assetti dei
vari corpi dello Stato.
Un’intensa settimana che ha dimostrato il valore formativo della montagna, che richiede sacrificio, dedizione e umiltà.

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