Si chiudono le Olimpiadi invernali 2018; il bilancio di Malagò

Al termine di queste Olimpiadi invernali 2018, anche per l’Italia è tempo di bilanci. In merito si è espresso il numero uno dello Sport italiano,Giovanni Malagò, rilasciando una lunga dichiarazione, in cui ha parlato di presente, ritenendosi soddisfatto per i risultati ottenuti, con un occhio al futuro. Di seguito ne proponiamo un estratto, riportato dal sito ufficiale del Coni; “Sono stati Giochi complicati“-dice Malagò-, “perché fino a un mese fa si parlava quasi esclusivamente di ragioni di sicurezza legate all’evento, invece è successo il miracolo, perché oggi i ragionamenti vertono solo in chiave positiva grazie alla magìa della manifestazione e del significato che da sempre la caratterizza.

Le aspettative; 

C’erano tante aspettative, avevamo una squadra forte ma ogni volta ti devi rimettere in discussione. Si può essere il miglior Presidente del CONI per quanto riguarda le attività intraprese e sviluppate in ogni ambito, poi però se non vinci ai Giochi viene capovolto ogni giudizio. Lo sapevo, ma nonostante questo ho detto che mi aspettavo di andare in doppia cifra e peccato che ci fosse qualcuno che andasse contro, non tifando per il nostro Paese. Niente è scontato e nessuna medaglia era sicura a prescindere, per questo si può anche fallire. Oggi(riferendosi alla giornata del 24 febbraio,ndr) pensavo ad esempio potesse essere una bella giornata e invece sono rimasto amareggiato da due risultati: penso alla gara di Fischnaller nello snowboard e alle anomalie sia del calendario sia della dinamica della gara e delle piste, e poi penso a Francesca Lollobrigida e mi dispiace da morire anche per lei, anche se sono convinto che il futuro sarà suo“.

I risultati;

Sono diventato Presidente nel 2013 e un anno dopo siamo andati a Sochi. Dobbiamo confrontarci con termini di paragoni moderni. Abbiamo incrementato del 25% il numero di medaglie rispetto al 2014 e del 100% rispetto a Vancouver. Siamo tra i primi 6 Paesi che hanno avuto il maggior incremento in percentuale di medaglie rispetto a Sochi, dopo Corea +87,5%, Giappone +50%, Germania +47,37%, Norvegia +46,15% e Svizzera +36,36%, vincendone 3 d’oro. Per capire l’importanza del risultato ottenuto, basta guardare a Rio 2016, che è stata considerata una grande Olimpiade ed era la sesta della storia italiana agli Estivi. Questi sono i nostri benchmark”

Il futuro; 

Tra 4 anni a Pechino, non so chi ci sarà al nostro posto, dovremmo partire da questi numeri e fare meglio, toccando almeno 13 medaglie. Non abbiamo mai avuto medagliati così giovani negli ultimi 30 anni (26,30 anni). E’ stata un’olimpiade al femminile, è vero, però bisogna anche notare che l’età media delle atlete donne a questa edizione è stata la più alta degli ultimi 30 anni, mentre quella degli uomini è stata la più bassa degli ultimi 15 anni. Probabilmente a livello maschile siamo in una fase di ricambio generazionale di cui beneficeremo nelle prossime edizioni, penso ad esempio agli slittinisti.”

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