Il Giappone è interessato alla Aiib

(free) - di Paolo Balmas -

Lo scorso lunedì, 29 giugno 2015, il Segretario di Gabinetto, Suga Yoshihide, ha dichiarato ai reporter della NHK che il Giappone è interessato agli sviluppi che riguardano la nuova Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib). Il Governo osserva da vicino l’istituto che servirà a finanziare i grandi progetti infrastrutturali che la Cina vuole portare a termine per unire, nelle parole del presidente cinese Xi Jinping, la costa orientale cinese al Baltico.

Suga ha detto, inoltre, di sperare nel fatto che la Aiib raggiunga i criteri per essere considerata un’istituzione finanziaria di livello mondiale.

Rimane negli interessi del Giappone partecipare agli investimenti per la realizzazione di infrastrutture di alta qualità. Nel frattempo il Sol Levante si impegnerà a mantenere vivi i rapporti con i paesi asiatici attraverso i quali si svilupperanno i progetti.

Nella visione cinese, lo sviluppo del continente eurasiatico consiste nella creazione di una rete di comunicazione su cui dovranno viaggiare i trasporti, l’energia e i servizi. Gli snodi importanti saranno il luogo per lo sviluppo di città sulla nuova Cintura economica, che ricalcherà l’antica Via della Seta. Questa sarà collegata ai porti dell’Oceano Indiano (Pakistan e Iran), ai porti del Mar caspio, del Mar Nero, su fino al Mar Baltico.

Le prospettive di sviluppo sono talmente ampie che il Giappone non vuole perdere la possibilità di scoprire una proiezione continentale asiatica. L’Aiib è lo strumento che potrà permettere tale obiettivo. La volontà del Governo giapponese di partecipare alla creazione della complessa rete eurasiatica diventa complementare (e forse in qualche modo alternativa) alla proiezione marittima che è geograficamente più congeniale e che si dovrebbe realizzare nella partecipazione al Trans Pacific Partnership promosso dagli Stati Uniti d’America.

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