Asilo e accoglienza ecco come si muove l’Europa

Le Agenzie Europee impegnate nel miglioramento del sistema dell’asilo e dell’accoglienza ai rifugiati: il caso della Grecia.

Un paese europeo a noi molto vicino, la Grecia, ci sta dando una lezione importante: come sfruttare al meglio l’operato e l’efficienza della Agenzie Europee nel settore Justice and Home Affairs.

Non tutti sanno che, infatti, nella capitale maltese de La Valletta, esiste un’Agenzia Europea che fornisce assistenza qualificata nel settore dell’asilo e dell’accoglienza di chi l’asilo lo richiede: si tratta dell’EASO, ossia dell’European Asylum Support Office. L’Ente – che tra i sui compiti annovera proprio quello di fornire expertise ed addestramento nel settore dell’asilo e dell’immigrazione e, maggiormente, in favore degli Stati Membri i cui confini sono più duramente messi alla prova – ha firmato un accordo particolare con la Grecia pochi giorni fa.

L’accordo in questione, denominato “Special Support Plan to Greece”, prevede, in maniera molto particolareggiata, che l’Agenzia fornisca ad Atene il massimo supporto in determinate aree identificate quali prioritarie nei settori asilo ed accoglienza. Tra queste, la pianificazione ed il sostegno ai progetti già in itinere, l’addestramento del personale e, soprattutto, il corretto reperimento di fondi Europei ad hoc devoluti. Il tutto fino a maggio 2016.

La richiesta di tale supporto è stata ufficialmente formulata dai nostri vicini di casa nei primi mesi del 2015, e nasce su input del consolante quadro di risultati più che soddisfacenti ottenuti dal paese ellenico negli anni precedenti e sempre dalla stessa agenzia europea “maltese”. E già, perché il supporto alla Grecia aveva avuto inizio nel 2011, con un “Operating Plan to Greece”, messo in essere proprio in virtù dei pressanti flussi di immigrazione irregolare che nascevano fuori dai confini esterni all’Unione. In quella circostanza fu stabilita un’efficiente e sostenibile struttura di asilo e di accoglienza mediante l’impiego di squadre di esperti sul territorio greco, che contribuirono anche a codifcare un sistema di richieste e modulari da presentarsi a cura dei richiedenti asilo alle Autorità elleniche, le cui strutture di ricezione furono anche logisticamente migliorate rispetto a quelle già esistenti.

Ma non è tutto: un altro “Operating Plan to Greece” è stato reiterato nel 2013 ed è stato principalmente finalizzato all’addestamento del personale ed alla corretta gestione dei fondi dell’Unione stanziati per il settore.

Stavolta questo piano di supporto è, come dice il nome stesso, realmente “speciale”: le squadre dell’EASO stanno lavorando a stretto contatto con le Autorità greche, usufruendo però anche del supporto di FRONTEX, altra più (tristemente?) nota agenzia europea e con l’UNHCR dell’ONU.

Gli obiettivi: oltre alla già citata e consueta necessità di addestramento in favore degli addetti ai lavori ed alla consulenza in una sana gestione dei fondi europei reperiti a sostegno del budget nazionale, gli esperti aiuteranno a sviluppare una corretta policy di gestione dell’asilo e delle strutture di accoglienza dei minori non accompagnati, la cui gestione nei centri di accoglienza richiede particolari cautele da parte degli operanti, ed altrettanto particolari tutele nei confronti delle vittime più innocenti dei fenomeni che dell’immigrazione irregolare stanno alla base.

Sembra lecito domandarsi quando il nostro Paese – che è il secondo contributore al bilancio dell’UE – svilupperà e concepirà strumenti giuridici simili, beneficiadi dell’aiuto delle stesse istituzioni europee che contribuisce a mantenere.

 

Domenico Martinelli

 

 

 

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